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La Carne

Gli Appetizer, La Carne, Senza categoria

PRONTI,PARTENZA,VIA

14 gennaio 2014

Cinque giorni alla partenza,si sente e soprattutto si vede.

Casa mia è già sommersa dagli abiti estivi (fortuna che non ho dovuto fare il cambio degli armadi,ricordate?),parei,creme solari e via dicendo.
Gli zaini hanno già fatto capolino e per quanto il mio sia quello più grande,mi chiedo di nuovo come farò a farci stare tutto.
E soprattutto a lasciare anche spazio per un’eventuale shopping…Non voglio fare come l’ultima volta.
(Ho dovuto comprare un trolley per stiparci tutti gli acquisti!)
Anni e anni di Tetris aiutano certo,anche il minimo angolino può essere riempito.
Anzi,sarà riempito. 
Perché noi donne dobbiamo sempre portarci dietro tutto.
Perché noi donne dobbiamo sempre portarci dietro tutto?
Ricordo ancora la mia prima vacanza su un’isola.
Mi ero portata 3,avete capito bene,3 paia di scarpe con i tacchi.
Se ci penso ora mi viene da ridere…
Anche perché come potete ben immaginare,non le ho indossate nemmeno una volta.
Aboliti i tacchi in vacanza per me.
Ma non crediate che per questo ho più spazio in valigia.
Solo il beauty è almeno 1/3…
Eh certo,perché i prodotti usati da noi donne sono almeno 50.000…
E ne abbiamo assoluto bisogno.
Di tutti.
Quest’anno però lascio a casa la mini-piastra.
O no?
Ci devo pensare…
No,la lascio a casa.
Tanto in vacanza i miei capelli sono sempre legati e divento una zingara in fatto di look.
Che va anche di moda,no?
In valigia metto mille cose e poi indosso quasi sempre le stesse due o tre.
Potrei lasciarle direttamente a casa…
Se ci penso è il panico.
E se per qualche ignaro motivo,volessi indossare proprio “quella maglietta bianca” che non ho portato?
(Non consideriamo le altre 5 che giacciono intonse in valigia e nemmeno che il bianco è il mio colore preferito e quindi sono TUTTE bianche).
Valigie a parte,le giornate procedono frenetiche tra mille cose da fare,da comprare,da ultimare prima di partire.
Sono ormai impaziente e cerco di non pensare al viaggio interminabile e faticoso che mi aspetta.
Sarà dura.
Ma poi…
Sarà la quiete dopo la tempesta.
Spiagge bianche e cieli blu.
Un paese dove tutti sorridono.
Dove il tempo scorre più lentamente,sembra quasi fermo.
Dove devi imparare ad accettare altri ritmi e ad aspettare.
Serve tempo per capire che spesso e volentieri la nostra vita passata a correre non ci porta da nessuna parte.
Ma tutta questa quiete alla fine ti travolge e non puoi fare a meno di rallentare anche tu.
Così capita che passi ad aspettare un pomeriggio intero che il sole tramonti per poter finalmente fare una fotografia.
Senza fretta,la sabbia calda sotto i piedi e il cielo di un rosso da favola,una birra tra le mani.
La macchina fotografica sempre pronta,perché sai che sarà un attimo e non potrai sbagliare.






















I CRACKERS DELL’ATTESA


ingredienti :

2 rotoli di pasta sfoglia (già pronta visto il poco tempo)
250 gr di tacchino macinato
250 gr di salsiccia macinata
1 grossa cipolla
40 gr di burro
olio evo
sale 
pepe
semi di papavero
semi di sesamo





Affettate finemente la cipolla e mettetela a rosolare dolcemente in una padella con la metà del burro e un filo d’olio.
Salatela e coprite con un coperchio.
Lasciate che si ammorbidisca per bene,se dovesse asciugare troppo unite qualche cucchiaio di acqua calda.
Quando diventerà tenera e quasi trasparente spegnete la fiamma e lasciate raffreddare completamente.
Aggiungete quindi la carne,regolate di sale e pepe e lavorate con le mani per amalgamare bene il tutto.
A questo punto ritagliate la pasta sfoglia in rettangoli tutti uguali,potete farli della grandezza che preferite,ricordate però che dovrete dosare la quantità giusta di ripieno.
Prendete il vostro ripieno e formate dei cilindri grandi 1/3 dei vostri ritagli di pasta.
Fate sciogliere il rimanente burro e spennellate i vostri rettangoli,adagiate il ripieno in cima e arrotolate su se stessi.
Pizzicate i lati della pasta per formare le arricciature e spennellate di nuovo con il burro.
Spolverate con i semi di papavero o quelli di sesamo,io li alterno perché mi piacciono con entrambi!
Cuocete in forno già caldo a 190° per 30 minuti,fate intiepidire e servite.







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A COME ASOCIALE

26 novembre 2013

Lo ammetto.
Adoro stare rinchiusa in casa,soprattutto in inverno.
Quando fuori è freddo e magari nevica come in questo momento.
Ecco,ditemi voi se é così sbagliato starsene davanti al camino rovente mentre fuori il mondo gela.
Secondo me no!
Certamente bisogna stare molto attenti dal non farsi prendere dalla noia,ma per una come me é molto difficile.
Ho un sacco di passioni e un sacco di tempo per assecondarle.
Vado a periodi,una volta è la pittura,una volta la pasta di zucchero,un’altra la cucina e poi la scrittura,il fai da te…e via discorrendo.
Sarei anche una sportiva,non fosse che qualche problemino alla schiena mi tiene ferma dall’allenarmi come un’ossessa.
Comunque,come a parecchi accade,con l’arrivo del primo freddo cado in letargo.
Come un orso,mi rinchiudo nella mia tana e ne esco a primavera,salvo sporadiche occasioni mondane .
Anche perché sinceramente parlando,non é che con 3 gradi abbia così voglia di stare a gigioneggiare in giro.
Eh,quando ero giovane…allora non mi fermava nulla,nemmeno il freddo. Nevicava e io ero capace di uscire con un sandalino tacco 12 con una nonchalance che ora come ora mi spaventa quasi.
Ora,per farmi uscire a passeggio con il freddo devo bardarmi di stivali pelosi,di quelli che una volta che li indossi non li toglieresti più.
Si,lo so.
Alla maggior parte,QUEI famosi stivaletti con il pelo fanno ribrezzo,ma io ne sono stata una fautrice fin da subito. Anzi,quando ancora in Italia non esistevano,io scatenavo i conati di vomito di chiunque me li vedeva addosso.
Sono la mia difesa contro i piedi gelidi che mi perseguitano durante i mesi freddi…
E’ importante avere i piedi al caldo soprattutto se hai un braccio che è costantemente tatuato,che mi obbliga a stare mezza nuda con conseguente pelle d’oca e freddo polare.
Eh si,perchè per farlo guarire prima io lo lascio all’aria,e va bene a maggio ma a fine novembre…provoca non pochi problemini di gelo diffuso.
E così eccomi qua,il camino accesso che mi fa compagnia mentre fuori c’è un tempo da lupi.
Sono pochi giorni che il freddo quello vero è arrivato ma io già non ne posso più.
Del buio presto,del vento freddo e del dovermi coprire come un inuit ogni volta che esco dal tepore di casa mia.
Metti il giubbotto,i guanti e la sciarpa (io odio le sciarpe!),togli il guanto destro perché sennò non riesci ad usare il telefono…rimetti il guanto perché stai congelando…ritogli il guanto perché non riesci a trovare le chiavi di casa nella borsa…e che stress!!!
Che poi dipende dove vai. 
A entrare in alcuni negozi ti vengono le caldane come una donna in menopausa…non parliamo poi dei centri commerciali,dove commesse seminude anche alla vigilia di Natale,lavorano con 40 gradi soffocanti e tu che vieni da -0 gradi,tutta bardata con pure il collo di pelliccia,sudi manco fossi in Thailandia.
La Thailandia…lo sapete che ho una passione sfrenata per lei.
Con le mani gelate nonostante il tepore del camino acceso,digito freneticamente sulla tastiera tutti i termini di ricerca che mi vengono in mente sulla Thailandia.
Mari e cieli azzurri bucano lo schermo,sabbia bianca che aspetta solo di essere calpestata mi acceca lo sguardo.
Guardo fuori,la neve inizia ad attaccare.
Non importa.
Intanto preparo il gulash,con questo tempo è quello che ci vuole.
Tanto devo resistere solo un altro pò,il conto alla rovescia è già inziato…tra 60 giorni sarò con le chiappe al caldo.
Invidia eh?!?



Speriamo,perchè in Thai in questi giorni il tempo non è mica tanto diverso che da noi…)















YOU KNOW GULASH?


ingredienti : per 4 persone

800 gr di coppa di maiale tagliata a cubetti
100 gr di lardo tritato al coltello
400 gr di patate
2 grosse cipolle bianche 
1 sedano 
1 carota
2 cucchiai colmi di paprika dolce
150 gr di triplo concentrato di pomodoro
1 litro circa di brodo di carne
1 cucchiaino di sale aromatico
olio evo
sale 
pepe


Pelate le cipolle e affettale a fette sottili,mondate anche la carota e il sedano e tritateli grossolanamente.
Prendete una casseruola capiente (io ne ho usata una in ghisa) e copritene il fondo con l’olio d’oliva e fate soffriggere le verdure,dopo qualche minuto unite il lardo tritato e fate cuocere insieme altri 10 minuti. 
Ora unite la carne e fatela rosolare a fiamma alta.
Aggiungete la paprika e mescolate bene.
Abbassate la fiamma e fate insaporire bene la carne per qualche minuto,poi unite il concentrato di pomodoro e amalgamatelo bene.
Bagnate con abbondante brodo,deve coprire tutta la carne e le verdure,mettete il coperchio alla vostra casseruola e fate sobbollire a fuoco basso per almeno 30 minuti.
Pelate le patate e tagliatele a cubetti,unitele ora alla carne sul fuoco,salate e pepate e aggiungete del sale aromatico (o un insaporitore di carni).
Mescolate di tanto in tanto,controllando che le patate diventino tenere.
Quando il brodo sarà stato quasi completamente assorbito (ci vorrà un’ora buona) dalla carne e dalle verdure il vostro gulash sarà pronto.
Gustate caldo e servita accompagnato da crostini di pane dorati.
E’ ottimo come rimedio anti freddo!







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UN’ EX BAMBINA CAPRICCIOSA E IL COMFORT FOOD

6 novembre 2013

Mi ricordo ancora la scena : io aggrappata alla sottana di mia madre che urlo e grido come un’aquila…
Tutto per avere un ovetto di cioccolata.
Ricordo anche la Signora che mi comprò il tanto agognato ovetto.
No,non era mia madre.
Era una cliente del supermercato dove ci trovavamo.
E ricordo ancora le sue parole : “Signora,glielo compro io l’ovetto a sua figlia…basta che la smette di urlare!!”.
Ecco a voi Elisa,bambina capricciosa.
Che figura. 
Se ci penso adesso…povera la mia mamma.
Lo ammetto,da piccolina facevo un sacco di storie.
Il 99,9 per cento delle volte era per il cibo.
Se dovessi fare una lista di quello che NON mangiavo scriverei per ore,e non mi vergogno a raccontare di come sono cresciuta a suon di bastoncini di pesce (unico stratagemma per farmelo mangiare),zero verdure a parte le zucchine e solo carne di pollo.
Non che mi lamenti,sono cresciuta bene come tutti.
Eppure queste lacune alimentari mi hanno seguito per tantissimi anni.
Eh si,perchè mai avrei pensato che alcuni dei piatti che guardavo storcendo il naso da bambina,mi sarebbero piaciuti così tanto da adulta.
Ma così va il mondo,e in effetti se ci penso ricordo mia madre o mia nonna che mi dicevano che da adulta avrei capito quei sapori,così semplici eppure così genuini e ricchi.
Solitamente me lo dicevano dopo aver provato invano a farmi assaggiare qualcosa di nuovo…ma io non ho mai ceduto.
Non è stato facile farmi cambiare idea,ma io so quando è
successo. 
E’ successo quando ho visto cucinare mia suocera,giorno dopo giorno provare a farmi assaggiare nuovi sapori,fosse anche per delle semplici bietole. 
E’ successo quando ho visto mio marito assaporare con gusto qualcosa che io non avrei mai mangiato.
E’ successo quando ho scoperto dopo 6 anni che sempre mio marito mi metteva il parmigiano nella pasta a mia insaputa…perchè ero convinta non mi piacesse.
E’ successo quando ho scoperto di essere allergica a un sacco di alimenti che mi piacevano.
E’ successo quando ho assaggiato il grasso del Pata Negra,io che l’ho sempre scartato il grasso del prosciutto.
E’ successo e basta.
Giorno dopo giorno ho imparato (lo so che non si dice ma è il termine perfetto per me) a mangiare la carne al sangue,le melanzane che per me erano tabù,la pancetta,il pesce crudo e un sacco di altre cose che mai avrei pensato.
Ora sono cresciuta e di capricci ne faccio ben pochi,al massimo impazzisco alla ricerca di un ristorante che serva il manzo Kobe…
E come prevedevano mia madre e mia nonna alcuni gusti li ho capiti e apprezzati con il passare del tempo.
A 30 e anta anni ora stravedo per i cardi,o gobbi.
In umido con la salsiccia.
Ma anche fritti,i primi che ho avuto il coraggio di assaggiare…
E’ un piatto semplice ma che da l’idea di casa,di accogliente.
Il camino accesso,la salsiccia che sfrigola.
Ho reso l’idea?


Ps. Non è che ora mangio proprio tutto tutto…
Alcuni tabù sono rimasti : fegato,trippa e simili.
Non sono ancora pronta.



























GOBBI IN DUE SERVIZI 


ingredienti : per 2 persone affamate


8 salsicce grosse 
1 mazzo di cardi o gobbi
olio evo
olio di semi
2 uova 
pangrattato
farina
sale


Lavate e pulite i cardi (a proposito,i cardi sono quelli di forma allungata,i gobbi li riconoscete perchè sono più gobbi e più dolci) togliendo i filamenti esterni con l’aiuto di un coltello.
Vi consiglio l’utilizzo di un paio di guanti usa e getta se non volete ritrovarvi le mani nere.
Mano a mano che li pulite e li tagliate in quadrotti,immergeteli in una ciotola in cui avrete stemperato 30 gr di farina.
In questo modo perderanno l’amaro e diventeranno bianchi.
Potete aggiungere anche succo di limone per ritardare l’ossidazione ma io non l’avevo per cui ne ho fatto a meno.
Mettete a bollire abbondante acqua salata e tuffateci i gobbi.
Fate cuocere coperti per circa 40 minuti,controllate con una forchetta che diventino teneri. Nel frattempo tagliate in due le salsicce e fatele cuocere in una casseruola con poco olio. Aggiungete qualche cucchiaio di acqua se dovessero asciugarsi troppo. Tenete coperto e fate cuocere bene finchè la salsiccia inizierà a dorarsi. In questo modo perderà parecchio grasso che potrete evitare di mangiare scolandole.
Controllate i gobbi e una volta pronti scolateli e raffreddateli subito con del ghiaccio o dell’acqua fredda.
Ora tenete da parte circa 10 quadrotti di gobbi e immergeteli in una ciotola con qualche cucchiaio di farina.
Lasciate riposare e fate scaldare poco olio in una padella in cui unirete i gobbi e le salsicce scolate dall’olio di cottura.
Coprite e fate cuocere per 15/20 minuti in modo da unire bene i sapori e ammorbidire la carne.
Tornate al fritto,mettete l’olio di semi sul fuoco e mentre raggiunge la temperatura togliete i gobbi infarinati,passateli nelle uova sbattute e poi nel pangrattato (se utilizzate 3 ciotole farete meglio).
Tuffateli nell’olio ben caldo,fate cuocere per qualche minuto e quando saranno ben dorati scolateli e adagiateli su carta da cucina.
Salate e aspettate a gustarli qualche secondo visto che dovreste essere pronti anche con i gobbi in umido,impiattate e irrorate con il sughetto di cottura. 
Più comfort di così…











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CIRCUS

24 settembre 2013

Questa notte ho fatto un sogno.
E per la prima volta dopo tempo,ho ricordato ogni singolo istante.
Era tutto così vivido…
Mio nonno Zeno quel pomeriggio aveva deciso di portarmi al circo.
Il grande Circo Americano.
Il profumo di frutta candita e zucchero filato mi inebriava e io stringevo la sua mano più forte che potevo.
Tutto intorno a me era fuori misura,grandi tendoni rossi e gialli si ergevano sullo sfondo carichi di promesse.
Uomini giganti passeggiavano tenendo al guinzaglio piccole scimmiette…donne barbute camminavano provocanti ammiccando ai giovani visitatori mentre clown di ogni genere sbucavano in ogni dove con i loro enormi nasi rossi.
A me,piccola bimbetta con i sandaletti bianchi  e blu,pareva di essere stata catapultata in una terra straniera,stracolma di meraviglie di ogni genere.
A cominciare da quella rossa mela candita che si ergeva fiera dal suo stecco di legno e che io avevo quasi paura di mangiare.
E’ ora di affrettarci,lo spettacolo sta per cominciare e mentre mi tengo saldamente al collo di mio nonno,mi sembra quasi di volare dall’alto delle sue forti spalle.
Al momento di entrare nel tendone le mie fragili gambette tremano mentre attraversano la pesante tela.
All’interno è quasi buio,fatta eccezione che per la pista centrale dove uomini robusti rastrellano la segatura che ricopre il pavimento.
L’odore è acre e mi ci vuole qualche minuto per abituarmici.
Quell’odore racconta un sacco di cose,anche a una bambina come me…terre lontane,animali esotici e tutto quanto di misterioso e affascinante potessi immaginare a 4 anni.
Lo spettacolo inizia :
E’ un susseguirsi di emozioni…i cavalli,i clown,i leoni con i loro impavidi domatori. Orsi e scimmie che giocano insieme.
E poi il buio.
Una pallida luce illumina un puntino in alto,troppo in alto per distinguere chiaramente i tratti della ragazza che si sta per lanciare dal trapezio.
La sala è carica di tensione e tutte le teste sono in alto…
Un luccichio di paillettes che rapisce centinaia di sguardi.
Anche io guardo in alto,più in alto che posso.
I miei occhi azzurri si spalancano,un groppo in gola.
Ecco. Si è lanciata…
Volteggia in aria tra i gridolini estasiati della folla e allunga le mani oltre la sua testa.
In un punto preciso,dove lei sa che due mani forti accoglieranno le sue stringendole saldamente per non lasciarla cadere.
La tensione è altissima,i trapezisti si avvicinano…le dita si sfiorano e… OFF.
Mi sono svegliata.
Attorno a me la penombra della camera,nessuna traccia di scimmie o clown (per fortuna perchè ora ne ho una paura fottuta) solo io che mezza addormentata mi domando se poi lui avrà preso lei.
Insomma,la bella trapezista si sarà salvata?
Se chiudo gli occhi vedo tutto nero,niente lustrini e fasci di luce a rischiarare il mio sogno ormai finito.
Un sogno…eppure sento ancora il sapore di quella mela succosa sulle mie labbra.
Un sogno?


Ps. Sogno a parte,ANIMALI LIBERI,SEMPRE.


CIRCUS : LA DONNA AFFAMATA



ingredienti : per 4 maxi – panini


4 maxi panini per hamburger
400 gr di manzo macinato
3 cucchiai di pecorino grattugiato
3 cucchiai di pangrattato
4 fette di formaggio di montagna
1 cucchiaino di mix spezie (aglio,cipolla,peperoncino,zucchero di canna)
1 uovo
sale 
pepe
8 fette di bacon
4 foglie di lattuga romana
1 pomodoro
1 cipolla bianca
aceto di mele




Per prima cosa tagliate a fette la cipolla e mettetela a bagno con acqua e 2 cucchiai di aceto di mele. Così perderà il forte.Se volete utilizzare la mia ricetta dei panini da hamburger date un’occhiata qua.
Con le stesse dosi ricavatene 4 pagnotte e cuocete secondo la ricetta.
Quando il pane sarà pronto lasciatelo raffreddare su una griglia e preparate la carne.
Prendete una ciotola capiente e unite la carne insieme all’uovo,il parmigiano e il pangrattato. (Se l’impasto vi risulta troppo morbido aggiungete altro pane e formaggio in quantità uguali).
Speziate la carne,salatela e pepatela. Io ho utilizzato un mix di spezie americano già pronto,se non lo riuscite a trovare potete aggiungere le spezie essiccate elencate sopra.
Formate quattro sfere di uguali dimensioni e lasciate riposare qualche minuto.
Fate soffriggere il bacon in una padella con un velo d’olio finchè diventa croccante,adagiatelo su carta assorbente e lasciate da parte.
Preparate il pane,tagliatelo in due (potete tostarlo leggermente all’interno scaldandolo su una piastra) e spalmatelo di salsa a vostra scelta. Per me maionese,ketchup piccante e salsa barbeque affumicata miscelate insieme.
Preparate dei fogli di carta forno e un batticarne.
Posizionate una sfera di carne tra due fogli di carta e con l’aiuto del batticarne,ricavate un disco abbastanza sottile. Ripetete per tutti gli hamburger.
Scaldate una piastra o una griglia,ungetela leggermente e posizionate a cuocere gli hamburger.
L’esterno dovrà quasi caramellare mentre l’interno dovrà rimanere tenero,ci vogliono circa 3/4 minuto per lato.
Quando mancherà 1 minuto ponete sopra la carne una fetta di formaggio di montagna e lasciate che si sciolga.
Prendete i vostri panini,ponete una foglia di insalata e una fetta di pomodoro,l’hamburger,il bacon,la cipolla precedentemente scolata e finite con altra salsa.
Chiudete il panino e preparatevi a gustare l’8 meraviglia…


Ps. Io ho esagerato aggiungendo anche fettine di jalapèno mescolate con maionese.









La Carne, Senza categoria

COME QUANDO FUORI PIOVE

17 settembre 2013

Forse oggi sarà l’ultima giornata di mare…
Penso tra me e me nel dormiveglia di questa buia mattina.
Mi copro infreddolita con un lembo di lenzuolo,adoro la pelle d’oca del risveglio. Lascio fuori solo una gamba a rivelare la pelle nuda ancora abbronzata.
Strano però,mi sembra troppo buio perfino per avere ancora gli scuri chiusi…
E infatti piove.
A catinelle direi. Un cielo grigio come non vedevo da mesi avvolge la mia casa e mi catapulta in una giornata di novembre.
L’aria è decisamente fredda e me ne torno a letto sconsolata.
Niente mare.
Strano,dopo un primo momento di tristezza ora sono sollevata.
Finalmente piove!
So che mi pentirò amaramente di questa frase e quando non farà altro che piovere io mi chiederò se veramente è uscita dalle mie labbra…
Ma oggi sono contenta.
Ho voglia di cucinare!
Rintanata sotto il lenzuolo,con solo gli occhi a fare capolino pregusto già il menù di stasera.
Poco importa se è un tantino invernale…tanto fuori sembra novembre.
Ma non nella mia testa,abituata fino ad oggi al caldo e al sole. Come ci si veste in una giornata fredda e piovosa di metà settembre?
Intanto devo superare lo shock nell’infilare dopo mesi le scarpe…possibile mi sia cresciuto il piede? Mi sembra quasi che non riesca a respirare chiuso nella tela delle sneakers.
Sensazioni settembrine…
Persa nel traffico della mia città,ora maledico la pioggia che mi ha costretto a prendere la macchina invece del motorino.
Succede così anche da voi? Oppure è solo a Rimini che appena fa due gocce,in strada escono solo gli imbecilli?
Passa davanti a me una ragazza intabarrata in un piumino con cappuccio in pelliccia.
Anche lei deve aver avuto qualche problemino nell’interpretare il meteo…comunque siamo ancora a settembre mi dico mentre strabuzzo gli occhi.
Anche se non si direbbe.
Anche se tra poco sarà inverno.
Anche se fuori piove a secchi.
Eppure…amo questa pioggia.
Amo pensare al pomeriggio che passerò a cucinare.
Mentre fuori piove.
Con la casa piena di aroma di spezie.
La carne e il sugo che sobbollono in cucina.
In una pentola in ghisa nuova nuova.
Mio marito che mi fa compagnia.
Cosa voglio di più dalla vita?
Mmmm…forse il Lucano per digerire lo stracotto.


















STRA-COTTO DI COSTINE


ingredienti : per 4 persone


10 costine di maiale
1 grossa cipolla bianca
1 sedano
1 carota
700 ml di brodo di carne
700 gr di passata di pomodoro
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
olio evo
sale e pepe
origano
peperoncino in polvere (opzionale)
cannella in polvere (opzionale)


Tritate la cipolla,la carota e il sedano e fate soffriggere in una casseruola capiente fino a che la cipolla non appassirà leggermente. Io ho utilizzato una pentola in ghisa,ma potete usarne anche una in coccio. Se invece usate una pentola normale fate attenzione alla cottura. Controllate più spesso che non vi si attacchi sul fondo.
Tagliate a metà le vostre costine di maiale (io me le sono fatta tagliare dal macellaio) e fatele sigillare nella pentola insieme al misto da soffritto a fuoco medio.
Quando la carne diventerà bianca,aggiungete il brodo caldo e abbassate la fiamma al  minimo.
Fate cuocere qualche minuto poi salate,pepate e aggiungete le spezie a piacere.
Io ho usato una bella dose generosa di origano,una punta di cucchiaino di peperoncino e una bella spolverata di cannella.
Mescolate il tutto,coprite con un coperchio e fate cuocere fino a far ritirare tutto il brodo.
Ci vorrà circa 1 ora e mezza.
Controllate e mescolate di tanto in tanto.
A metà cottura aggiungete il concentrato di pomodoro e proseguite.
Le costolette dovranno iniziare a ritirarsi dall’osso.
Quando il brodo sarà asciugato (lasciate un paio di cucchiai nella pentola non di più) unite la passata di pomodoro e girate bene con un cucchiaio di legno.
Rimettete il coperchio e continuate la cottura.
Calcolate una 30′ di minuti.
A questo punto la carne si staccherà completamente dall’osso e il sugo si sarà ristretto alla perfezione.
Spegnete la fiamma e fate raffreddare qualche minuto prima di servire.
Se,nella strana eventualità,dovesse rimanervi della carne potete utilizzarla come sugo per condire la pasta,per farcire dei panini o dei crostini o come accompagnamento per la polenta.
Basterà aspettare che sia completamente fredda,sfilacciarla con le mani e riporla in un contenitore ermetico.
Conservate in frigo per un paio di giorni oppure congelate.













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