Il Pane e Affini, Senza categoria

UN’ OCCASIONE PERSA

11 febbraio 2015
Oggi ho saputo che te ne sei andata.
E’ successo tutto troppo in fretta.
Ho ripensato a quanto tempo era che non ti telefonavo.
Troppo.
Ho rimandato,pensando fossi sempre lì ad aspettarmi.
Pronta per un abbraccio ed una chiacchierata.
Negli ultimi tempi avrei voluto chiederti mille cose,anche su mio padre.
Come lo conoscevi tu non lo conosceva nessuno.
E invece…
Spesso crediamo che alcune persone siano sempre lì,come le abbiamo lasciate l’ultima volta in cui le abbiamo viste.
Io ad esempio ti immagino con i tuoi inseparabili tacchi a spillo.
Li portavi sempre,anche con la neve.
Dicevi che ti davano grip.
Ed effettivamente solo tu potevi avere quella classe nel camminare a testa alta tra i cumuli neve.
Mi ricordo il tuo caschetto sale e pepe.
 

Le labbra sottili con la sigaretta sempre accesa.
Aspiravi lunghe boccate di fumo,e raccontavi di come i miei cugini stavano diventando grandi.
Io ti imitavo con la cannuccia in plastica del succo di frutta.
Allora i tuoi occhi azzurro ghiaccio si incupivano e mi dicevi che il fumo era roba da adulti.
Ma era un attimo,erano sempre sorridenti quegli occhi chiari come l’acqua di un lago di montagna.
A dir la verità ricordo poche cose su di te e me ne rammarico.
Ho ben precisa la strada per arrivare a casa tua,vicino il mulino.
A volte,il sabato,se non c’era troppa neve,venivamo a trovarti.
Ricordo i soffitti alti e bianchi,la cucina calda e calorosa.
La grande stufa bianca era sempre accesa,anche ad agosto.
Sul tavolo della cucina stendevi una tovaglietta a quadretti rossi e bianchi e preparavi una sorta di aperitivo.
Un pò di vino per i grandi,un formaggio e le salsicce stagionate.
Su una gratella troneggiava una pagnotta appena sfornata e il suo profumo mi inebriava e non riuscivo mai ad aspettare che si freddasse a dovere.
La crosticina era croccante al punto giusto e io ne strappavo sempre un pezzetto mentre aspettavo che mi preparassi la bruschetta.
Io ero una bambina difficile,mangiavo poco e niente.
Eppure sapevi come prendermi.
Bastava una fetta di pane caldo,un filo di olio buono e sale grosso.
L’aglio strofinato sopra il pane ho iniziato ad apprezzarlo più tardi,ma ricordo come usavi spicchi d’aglio polposi per aromatizzare il pane per voi grandi.
Irroravi con l’olio,quello buono.
Con le lunghe dita sottili prelevavi dalla ciotolina con il tappo rosso,grosse manciate di sale che spargevi generosamente sul pane abbrustolito..
Se chiudo gli occhi posso ancora sentire il sapore di ogni singolo elemento.
Il pane fatto in casa,che per me era una cosa incredibile da poter cucinare da soli.
L’olio di un colore verde dorato e dal sapore quasi asprigno.
E il sale,croccante ma che si scioglieva in bocca.
Ancora oggi il pane è il mio alimento preferito.
Forse,quasi più dei biscotti.
Ecco,se dovessi cercare di mettere per iscritto i vari ricordi frammentati che ho di te,direi che ho in testa un odore di pane appena sfornato.
Le tue labbra sottili incurvate in un sorriso e gli occhi di ghiaccio ridenti.
Se ci penso bene ricordo anche la tua voce e la tua risata sincera e cristallina.
Quante cose avremmo potuto raccontarci.
Avresti risolto anche parecchie lacune che mi porto dietro da anni.
Forse doveva andare così.
Eppure continuo a chiedermi cosa sarebbe cambiato se ti avessi telefonato quel giorno.
Avrei fatto un regalo ad entrambe,ma non l’ho fatto.
Avrei potuto raccontarti di me ed ascoltarti parlare di te e di mio padre giovani.
Avresti potuto insegnarmi a fare il pane,fragrante e buono come il tuo.
E invece,sono qua,allibita dal tuo trapasso.
Troppo veloce.
Forse ti pensavo eterna.
Immersa nel bianco candido della neve.
La cucina calda e profumata.
Le mani in pasta,mentre prepari il pane.

 

 

 

 

 

 

 
 
 

NO KNEAD BREAD…ovvero pane senza impasto

La ricetta di questo profumatissimo pane è tratta dal blog La Cuoca Dentro della mia bravissima amica Assunta.
Ho utilizzato le stesse dosi e il pane è venuto perfetto!
 
 
 

ingredienti :

 
430 gr di farina (per me di tipo 1)
345 gr di acqua 
1 gr di lievito di birra (per me fresco)

10 gr di sale

 
 
Prendete una ciotola capiente e inseriteci tutti gli ingredienti.
Amalgamate bene con l’aiuto di un cucchiaio di legno.
Otterrete un impasto molto appiccicoso ma non preoccupatevi,andrà bene così.
Coprite bene la ciotola con della pellicola trasparente e sigillate lungo i bordi.
Ora mettete a lievitare per 12/18 ore.
Io ho aspettato 12 ore poi ho versato l’impasto su una spianatoia infarinata. Con l’aiuto di una spatola fate le pieghe,coprite con la ciotola usata per la lievitazione e lasciate riposare ancora per 2 ore.
Nel frattempo pre-riscaldate il forno a 250 gradi con la pentola di ghisa (che userete per cuocere il pane) al suo interno.
Quando l’impasto sarà pronto,versatelo nella pentola e ricoprite con il coperchio.
Fate cuocere per 30 minuti,poi togliete il coperchio e abbassate la temperatura del forno a 220 gradi.
Lasciate cuocere scoperto per altri 15 minuti dopodiché sfornate e fate raffreddare su una griglia.
Se riuscite ad aspettare…





 

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12 Comments

  • Reply Assunta Pecorelli 11 febbraio 2015 at 20:51

    Posso dirti che sono commossa?
    Commossa dal tuo racconto, ma sopratutto che tu abbia voluto riassaporare il gusto unico ed inconfondibile del pane fatto in casa con una ricetta tratta dal mio blog…
    Grazie Elisa, di cuore!!! :*

    • Reply latagliatellanuda 12 febbraio 2015 at 19:51

      Assunta il tuo pane mi ha stregato e non potevo non prepararlo!
      Sono contenta ti sia piaciuto!
      Un abbraccio <3

  • Reply Gabila Gerardi 12 febbraio 2015 at 6:54

    Condivido il pensiero di Assunta…sono ststa attratta da uno scatto emozionante e poi quello che ho trovato ha confermato i miei sentori!!! Brava caspita!!!

    • Reply latagliatellanuda 12 febbraio 2015 at 19:53

      Gabila sai che mi hai fatto venire gli occhi lucidi?
      Detto da te che la fotografia era emozionante vale doppio!!
      Tu sei troppo brava!!!
      Grazie,un bacio

  • Reply e il basilico 12 febbraio 2015 at 9:07

    Profumo di pane, di sentimenti e nostalgia. Anche la tristezza è necessaria, purtroppo, serve ad assaporare di più i momenti felici. un abbraccio, amica

    • Reply latagliatellanuda 12 febbraio 2015 at 19:56

      Hai ragione amica la tristezza a volte è necessaria..
      E dobbiamo fare tesoro dei momenti belli!!
      Ti mando un abbraccio Ele <3

  • Reply Luisa Piva 12 febbraio 2015 at 14:20

    pane.. buono… olio.. buono.
    c'è bisogno di altro?
    foto stupende!

    • Reply latagliatellanuda 12 febbraio 2015 at 20:00

      In effetti Luisa bastano poche cose per assaporare la beltà della vita!!!
      Un bacio grande <3

  • Reply Patty Patty 12 febbraio 2015 at 17:00

    Eli è un pò di tempo che mi lasci la lacrima…. <3 Ottima la tua pagnotta e come al solito le foto bellissime! Un bascione

    • Reply latagliatellanuda 12 febbraio 2015 at 20:05

      Tesoro bello prometto che presto tornerò a farti ridere..
      Ma quest'estate ci vediamo??
      Un bacio grande

  • Reply Simona Mirto 13 febbraio 2015 at 0:29

    Oggi è una settimana che se n'è andato zio… l'ultima volta che l'avevo visto era stato a Natale stava male e l'avevo salutato con il sentore che quella era l'ultima volta… come un presagio… leggendoti, ho ripercorso momenti… e condiviso i tuoi stessi pensieri… lui non sapeva fare il pane, ma preparava i tagliolini e la focaccia più buona del mondo…
    il pane ti è venuto un incanto e anche le foto sono bellissime…:* un caro abbraccio Eli:*

    • Reply latagliatellanuda 13 febbraio 2015 at 14:05

      Simo mi spiace tanto..
      Vorremmo che i nostri cari fossero eterni ma purtroppo non è così..
      Scommetto che ora quando prepari i tagliolini o la focaccia pensi a lui,sarebbe fiero di te!
      Un bacio grande

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