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TEMPO DI CASTAGNE

21 ottobre 2014

Troppo caldo per essere fine ottobre.

Tra qualche manciata di giorni saremo nel grigio e triste novembre e ancora il cielo è azzurro e le temperature ben al di sopra la media.
Ancora per poco,le previsioni,dicono che già da domani arriveranno freddo e vento.
Per ora mi godo questa serata che sembra ancora estiva,la finestra aperta e il cielo stellato.
L’aria è tersa e sa di pulito.
L’anno scorso,di questi tempi,avevo già acceso il camino.
La prima accensione della stagione per me ha sempre un qualcosa di speciale.
Mi riporta indietro negli anni,gli anni in cui il camino lo accendeva il nonno.
Prima i legnetti piccoli…la legna vuole aria per bruciare,mi diceva.
Io guardavo la maestria con cui lui posizionava la legna,e quando la fiamma si faceva piano piano più vivida io tremavo per l’emozione. Sentivo la legna scoppiettare e i miei occhi erano ipnotizzati dalla fiamma.
Nelle fredde serate invernali si accendeva il camino prima di cena,la nonna preparava la minestra calda (che io immancabilmente non mangiavo) e il nonno incideva le castagne.
Prendeva un coltellino affilato e tagliava la buccia,faceva lo stesso gesto fino a che non aveva inciso tutti i frutti.
Quando avevamo finito di cenare,si faceva lasciare il bicchiere e la bottiglia di vino rosso.
A quel punto ravvivava il fuoco,prendeva la padella bucherellata che utilizzava da sempre e iniziava a cuocere le castagne.
Quando si cuociono sul fuoco vivo,vanno spadellate spesso per non farle bruciacchiare troppo.
A me piacevano un sacco quelle un pochetto nere,con la crosticina che si spella che è un piacere.
Quando le castagne erano pronte venivano avvolte con un panno a quadretti rosa e bianchi e lì veniva la parte più dura.
Aspettare che si raffreddassero.
Appena si intiepidivano si provavano a spelare.
Con le dita arroventante si faceva saltellare la castagna da una mano all’altra sperando si raffreddasse in fretta.
Le mani grandi di mio nonno erano molto più veloci delle mie piccole manine ed erano anche più resistenti al calore.
Fatto sta che mentre io ero alle prese con la mia prima castagna,a cui ero finalmente riuscita a togliere una pellicina…lui ne aveva già pulite quattro o cinque.
Versava il vino nel bicchiere,poco più di due dita,e con l’aiuto di uno stecchino vi immergeva la castagne.
Le lasciava un pò a mollo,per farle ammorbidire un pò.
Nel frattempo la legna bruciava ancora e il tepore della stanza mi faceva assopire mentre aspettavamo nonna.
Quando aveva finito con i piatti ci raggiungeva,si sedeva vicino al camino e mescolava le carte.
Mangiava un paio di castagne,giochicchiando con le bucce e poi si cominciava. Alle volte si giocava a briscola,altre volte a tre-sette e a scopa.
Io ero in squadra quasi sempre con la nonna,che mi insegnava paziente.
Il nonno era forse più bravo ma la nonna era più fortunata,per cui vinceva spesso e volentieri lei.
Dopo partite su partite,rivincite e cappotti il fuoco si era ormai spento e al suo posto c’era la brace di un color rosso acceso.
Prima di andare a dormire il nonno copriva la brace con la cenere e metteva un coprifuoco davanti al camino.
Non bisogna lasciare incustodito il fuoco,mi diceva,e lui rimaneva alzato più a lungo per assicurarsi che si spegnesse.
Secondo me era una scusa per farsi un altro dito di vino.
E mangiare le ultime castagne rimaste nello straccio.
Mamma mia,come mi manca.
Sentire il suo passo pesante mentre andava in cucina e scivolare nel sonno con un senso di sicurezza che non ho mai più provato in vita mia.
Mi manca il suo sorriso e i suoi abbracci.
Odio che non mi abbia visto diventare grande.
Gli sarei piaciuta,ci scommetto.



































VELLUTATA AI FUNGHI & TARTUFO BIANCO



ingredienti : per 4 persone


600 gr di champignon
400 gr di pleurotus
2 porcini belli pasciuti
500 ml di brodo di verdura
100 ml di panna fresca
1 cipolla bianca
crostini di pane croccante
olio evo
sale 
pepe
prezzemolo
tartufo bianco


Mondate e pulite bene i vostri funghi.
Tagliateli grossolanamente e mettete da parte.
Ora tritate la cipolla e fatela soffriggere in una capiente pentola che avrete unto con olio d’oliva.
Quando la cipolla sarà dorata unite i funghi con una presa di sale. Mescolate e coprite con un coperchio.
Fate cuocere per una decina di minuti o più,fino a che i funghi non avranno rilasciato la loro acqua.
Ora unite il brodo,riportate a bollore e abbassate la fiamma.
Fate cuocere,coperto,per 30 minuti circa.
Quando i funghi saranno morbidi e il brodo sarà meno della metà,togliete dal fuoco e unite la panna a temperatura ambiente.
Con l’aiuto di un frullatore ad immersione passate bene i vostri funghi fino a farne una vellutata.
La consistenza giusta è quando velerà il vostro cucchiaio.
Spolverate con prezzemolo tritato finemente e un giro di olio a crudo. Unite qualche crostino croccante e abbondate con il tartufo bianco tagliato a lamelle.














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8 Comments

  • Reply Tiziana M 21 ottobre 2014 at 20:27

    Anche io son qui con la finestra aperta, e ho proprio pensato che a quasi fine ottobre essere con la t-shirt è davvero strano!! Ho letto tutto il post con un sorriso sulle labbra, i tuoi ricordi sono tanto familiari anche per me, il camino e le castagne che cuociono.. quelle un po' bruciate che piacciono tanto anche a me.. mi sembra di sentire il profumo e ricordare le sensazioni!! Sarà coincidenza anche che io abbia pubblicato proprio oggi una ricetta con funghi e tartufo.. mah.. comunque non ho mai provato una vellutata di funghi e ammetto che mi incuriosisca parecchio, l'aspetto è ottimo!!!! ciao ciao

    • Reply latagliatellanuda 23 ottobre 2014 at 18:44

      Tiziana come volevasi dimostrare…già piove e fa un freddo cane!
      Mai come stasera i miei pensieri vanno al camino e alle castagne (che stanno già cuocendo…) e mi piace sapere che anche tu hai gli stessi ricordi!
      ora passo a vedere la tua ricetta,mi hai incuriosito!
      Un bacio

  • Reply Meris 22 ottobre 2014 at 6:32

    Eccomi! Il tuo post mi ha fatto venire i brividi. Tu sei molto più giovane di me e non credevo avessi vissuto questi ricordi di serate invernali che hai descritto. Il camino, il fuoco, le castagne inzuppate nel vino, i giochi a carte.Nella mia casa non c'era il camino ma la stufa a legna ed anche il nonno cuoceva le castagne in una padella con i fori, sopra la stufa.. Anch'io bevevo il vino rosso, con l'acqua però, ma quando si faceva il vin brulè beh, allora quello lo potevo bere così, nature! I giochi a carte, noi giocavamo a Rubamazzo e a Somarone. E la sicurezza che ti dava il nonno…Elisa certo che gli saresti piaciuta, lo credo anch'io e gli saresti piaciuta molto e avrebbe gradito anche la tua vellutata con i profumi del bosco.

    • Reply latagliatellanuda 23 ottobre 2014 at 18:59

      Il vin brulè…Meris!!!
      E qui mi partono altri mille ricordi!
      Lo sai che ancora oggi quando sono particolarmente raffreddata,me lo preparo?
      La ricetta è quella della mia nonna.
      Lei ne andava ghiotta e a volte lo preparava anche ad agosto!
      E poi le carte…dovremmo fare una serata davanti al camino a giocare a carte,che dici?
      Mi insegni a giocare a Somarone?? Non lo conosco!
      Mentre beviamo il vino ci raccontiamo la nostra infanzia e i nostri ricordi!
      Un abbraccio forte <3

  • Reply Meris 22 ottobre 2014 at 6:33

    Un abbraccio cara e buona giornata

  • Reply Patty Patty 22 ottobre 2014 at 13:54

    … ti sento raccontare spesso di tuo nonno (mi ricordo il post di quando ti portava in bici) e tutte le volte mi commuovo, perchè mi rendo conto quanto ti manca. Sarà che voi romagnoli avere un aurea particolare, ma anche la mia nonna verucchiese mi manca da morire!
    La tua vellutata con i porcini pasciuti è una delizia!!! Un bascione tesoro

    • Reply latagliatellanuda 23 ottobre 2014 at 19:03

      Cara hai proprio ragione,il mio nonno mi manca da morire..mi hai fatto tornare in mente quando mi portava a fare un giro a Verucchio…il mondo è veramente piccolo,vero?
      Chissà magari ci siamo anche incontrate senza saperlo!
      Ti mando un bacio grande!

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