PRIMI PIATTI, Senza categoria

MINUTI RUBATI

8 ottobre 2014

Questa mattina sono andata a fare la spesa.
Nella bottega vicino casa,dove la verdura è verde e brillante e dove la frutta profuma di buono.
Qualche pomodoro,l’insalata,un paio di banane e una mela verde e succosa.
Mentre depositavo la mela in un sacchetto,una vecchina di rosso vestita,sceglieva delle belle mele di fianco a me.
Ci conosciamo tutti nel quartiere ma lei non l’avevo mai vista.
O forse non mi ero mai fermata abbastanza da notarla.
Le rivolgo un sorriso,mi piace essere cortese.
Gesto ormai sconosciuto in questa nostra società.
Il contorno delle labbra disegnato con mano oramai incerta di un rosa perlato,si incurva per rispondere al mio sorriso.
Mi avvio verso la cassa per pagare e mentre mi allungo verso l’aglio per prenderne una testa,ecco di nuovo la signora.
Questa volta si avvicina,mi mette una mano sulla spalla e…inizia a parlare parlare parlare.
Mi racconta delle sue figlie che non hanno tempo per andarla a trovare,che si sente sola,che fa le commedie in dialetto per mantenersi su con la testa.
Ecco,in quel momento ho provato pena per lei.
Ci si danna una vita intera per essere socialmente utili e si finisce a soffrire di solitudine.
Ho passato qualche minuto a chiacchierare con lei,a farmi raccontare equivoche barzellette e a spiegarle il perché dei miei tanti tatuaggi.
Pochi minuti rubati alla mia giornata che mi hanno fatto sentire bene,mi hanno fatto riflettere.
Sono tornata a casa,passo dopo passo,ripensando alle parole che mi aveva detto.
Al fatto che si sentisse sola.
Queste cose mi toccano sempre,penso alla mia di vecchina e alla sua di solitudine.
Penso alle sue giornata solitarie passate a fare le parole crociate e guardare la televisione.
Penso che oggi è martedì e i negozi vicino a lei sono chiusi e non avrà scambiato parola con nessuno da ore.
E’ così compongo il numero,il telefono squilla un paio di volte e poi la sua voce risponde.
Devo dirlo,quando mia nonna sente la mia voce al telefono,le brillano gli occhi.
Lo percepisco anche se non la vedo.
Oggi si preoccupa perché sente che ho ancora una brutta tosse,mi elenca tutte le variazioni delle medicine che prende e mi racconta per filo e per segno cos’ha mangiato a pranzo e cosa mangerà per cena.
Mi chiede se va tutto bene,cosa ho mangiato a pranzo anche se le ripeto tutte le volte che io a pranzo non mangio mai e cosa cucinerò per cena.
Tredici minuti di telefonata,un paio di menù scambiati tra generazioni,la promessa che presto passerò a trovarla.
“Adesso che ho sentito la tua voce vado a dormire più serena” mi dice e io non ho il coraggio di riattaccare il telefono,sentendo i diecimila ciao che urla ancora alla cornetta.
Mi fa sentire bene quando la chiamo,mi sento amata.
Lei lo sa.
Lo sa,ma non glielo dico spesso.
Allora la richiamo,le dico che le voglio bene e lei non sta più nella pelle dall’emozione.


Telefonate alle persone che vi mancano,non aspettate.
Non aspettate di dire a chi amate che gli volete bene.
Fatelo ora che ne avete il tempo e l’opportunità.
Spesso e volentieri diamo per scontato tante cose,e presi dai mille pensieri quotidiani,ci dimentichiamo di esternare i nostri sentimenti con chi ci è accanto.
Le stesse persone che ci amano,
ci supportano e spesso ci sopportano.
Ditegli quanto sono importanti,fatelo ora.

























COMFORT-TAGLIATELLA : al ragù di scarti



ingredienti per 4 persone : 

per la pasta :

400 gr di farina 00
4 uova 


per il ragù :


500 gr di scarti di carne di costata e filetto
400 ml di passata di pomodoro
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
500 ml di brodo di carne
100 ml di vino rosso
1 cipolla
1 costa di sedano
1 carota
sale
pepe
peperoncino 
olio evo

Preparate la pasta,versate a fontana la farina su una spianatoia e al centro unite le uova.
Con l’aiuto di una forchetta mescolate piano piano la farina alle uova,ora con l’aiuto delle mani iniziate ad impastare.
Continuate a lavorare bene l’impasto fino a quando non sarà liscio e sodo.
Tutto questo lavoro potete anche farlo con l’uso di un’impastatrice,ma ricordate di finire di impastare comunque a mano.
Mettete a riposare su un ripiano infarinato,coprite con un canovaccio e passate alla preparazione del ragù.
Lavate e mondate le verdure,tritatele finemente.
Fate un battuto con gli scarti della carne utilizzando un coltello molto affilato.
Potete lasciare la carne a pezzetti più grandi del solito ragù,questo è decisamente un piatto rustico.
Coprite il fondo di una capiente pentola con dell’olio di oliva.
Siate generosi.
Fate soffriggere le verdure e quando la cipolla imbiondirà unite la carne e fatela rosolare e sigillare bene.
Continuate la cottura per circa 10 minuti poi sfumate con il vino rosso,a questo punto salate e pepate.
A me piace bello saporito per cui aggiungo anche una spolverata di peperoncino piccante.
Unite il concentrato di pomodoro,fate amalgamare bene e coprite la carne con il brodo.
Fate cuocere per qualche minuto e aggiungete la passata di pomodoro. Coprite con un coperchio e continuate la cottura fino a che il sugo non avrà ristretto al punto giusto.
Ora riprendete la vostra pasta e iniziate a tirarla sottilmente.
Cercate di formare un cerchio e assottigliatela fino a che non vedrete le vostre mani in trasparenza da sotto la pasta.
Infarinate per bene e ripiegate il lato alto e quello in basso fino alla metà vostro cerchio.
Ora ripiegate un lato sovrapponendolo con l”altro e con un coltello molto affilato tagliate le vostre tagliatelle.
Apritele aiutandovi con le mani e lasciatele asciugare distese per qualche minuto.
Scaldate abbondante acqua in una pentola,salate e aggiungete un filo di olio per non fare attaccare le tagliatelle tra loro.
Quando l’acqua bollirà,buttate la pasta e siate pronti a scolarla appena viene a galla.
Unite le tagliatelle al sugo con un paio di mestoli di acqua di cottura della pasta.
Mescolate bene e servite subitissimo.


















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10 Comments

  • Reply Chiara Setti 9 ottobre 2014 at 6:17

    Eli mi hai fatto venire i brividi…..dico solo questo!

  • Reply paneamoreceliachia 9 ottobre 2014 at 7:32

    mi sono emozionata, pensando alle telefonate fatte e a quelle che purtroppo non potrò più fare.
    Alice

    • Reply latagliatellanuda 9 ottobre 2014 at 10:30

      Alice era proprio il nocciolo della questione…meglio non avere rimpianti di questo genere.
      Anche se chi non li ha…
      Se anche io avessi fatto qualche telefonata in più…
      Un abbraccio

  • Reply Mirtillo E Lampone 9 ottobre 2014 at 13:59

    Ed è così che tra una tagliatella, un ragù, una mela e un sorriso scambiato il tuo blog si riconferma uno dei miei preferiti. Direi che sei sul podio. Tu sei come me, per tante cose. Un aspetto che non racconta affatto la gentilezza del nostro cuore.
    Ho così tanta voglia di incontrarti e conoscerti, mia piccola e fuggevole amica!!!
    Sei tanto cara ♥ Ti voglio bene.

    • Reply latagliatellanuda 10 ottobre 2014 at 6:30

      Amica mia…che devo dire?
      Mi hai commosso con quello che hai scritto…
      Verrà il giorno in cui potrò stringerti ed abbracciarti dal vivo invece che virtualmente!!
      Presto,spero!
      Ti voglio bene,un bacino

  • Reply Patty Patty 9 ottobre 2014 at 17:55

    Eli qui nella strada dove abito ci conosciamo tutti come da te e ci sono un sacco di vecchietti con cui passo la mia giornata semplicemente andando da un negozio all'altro. Per me sono cinque minuti, per loro sono importantissime chiacchiere fatte per comunicare il vuoto che hanno dentro… Ma la tagliatella romagnolaaaaa!!!! Un bascione tesoro bello!

    • Reply latagliatellanuda 10 ottobre 2014 at 6:34

      Bellini i vecchietti…io li adoro tutti!
      Fanno uscire la sensibilità che c'è in me.
      E anche in te..
      La prossima volta che vieni qua ti preparo le tagliatelle,va bene???
      Un abbraccio!

  • Reply Meris 12 ottobre 2014 at 7:09

    Per fortuna io non ho rimpianti, almeno per quanto riguarda i miei nonni. Stavo spesso con loro e con loro ho imparato tantissime cose. Per la cucina poi….tutto mi ha insegnato nonna Guglielma, facevo la sfoglia a 12 anni. Nonna Anna invece mi insegnava a mungere le mucche, palare le galline, fare la crema pasticcera più buona del mondo. Mi è venuta tanta nostalgia ora. Sai Elisa, anch'io per fare la sfoglia uso farina 00 e uova…basta, niente d'altro. Molti usano farina 0, manitoba…bohhhh… Un abbraccio e buona tagliatella.

    • Reply latagliatellanuda 15 ottobre 2014 at 18:31

      Che belli i nonni e quante cose tramandano di generazione in generazione!
      Io ai miei gli devo tanto e la mia nonnina me la tengo ben stretta!
      La prossima volta che ci vediamo mi racconti di quando mungevi le mucche e pelavi le galline? Sono molto curiosa!
      Io la sfoglia la preparo come mi ha insegnato nonna,uova e farina 00,niente di più.
      Vecchia maniera!
      Un bacio grande grande

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