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UNA VALIGIA DI SOGNI.1

24 luglio 2014

Ero una bambina bionda e lentigginosa.
La frangetta tagliata troppo corta lasciava scoperta metà della fronte.
Adoravo indossare i sandaletti senza calzini e odiavo le sottane.
Mi piaceva giocare a pallone con mio fratello e i suoi amichetti e saltare la corda.
Avevo una collezione infinita di bambolotti e mia madre a volte mi cuciva dei vestitini su misura per le mie bambole.
Leggevo molti libri e sognavo ad occhi aperti.
Non avevo la televisione,e anche se da piccola odiavo la presa di posizione di mia madre,forse oggi devo ringraziarla.
La sera,ascoltavamo la radio e mia madre cuciva.
A volte mi leggeva un libro di avventure fantastiche.
Quanti libri ho letto quando ero poco più che una bambina.
Ho imparato prestissimo,già a quattro anni iniziavo a scrivere il mio nome e a leggere le prime sillabe.
Ricordo ancora la prima volta che scrissi il mio nome.
Eravamo in casa e io stavo dipingendo con un pennarello il coperchio di una scatola.
Erano giorni che mi esercitavo a scrivere le poche sillabe che compongono il mio nome e cognome ma c’era qualcosa che mi sfuggiva…non riuscivo a mettere bene in fila le lettere.
Ma non quella mattina.
Quella mattina,con in pugno il mio pennarello rosso,scrissi perfettamente il mio nome.
Ero fiera di me e tronfia come un pavone,nonostante la giovane età e così corsi da mia madre a farle vedere quanto ero stata brava.
Dapprima mia madre sorrise,ma poi il suo sguardo si fece sorpreso e per un attimo pensai avrebbe urlato.
Io guardavo i tratti decisi del pennarello e non capivo.
Mia madre era rimasta sorpresa.
Già scrivevo con la sinistra,e non vi dico le volte in cui la mia povera nonna le diceva che era la mano del diavolo e mi doveva far scrivere con la mano destra.
Eh,credenze di altri tempi…
Per fortuna mia madre non l’ha mai ascoltata ma di certo non ha aiutato il fatto che in quella calda mattina di luglio io abbia scritto il mio nome perfettamente al contrario.
In quel modo riuscivo a infilare tutte le lettere una dietro l’altra e per me non c’era niente di strano.
Ma non vi dico mia madre…penso che l’abbia sfiorata per un attimo persino l’idea che fossi posseduta.
Preparò un innumerevole quantitativo di pagine con scritto il mio nome dal verso giusto e mi fece mettere all’opera.
E allora imposi al mio cervellino di scrivere una lettera dopo l’altra,in fila,come voleva mia madre.
Però lasciavo bianca la parte sinistra del quaderno,mi piaceva che la mia mano scorresse senza passare sopra all’inchiostro appena steso.
Tracciavo i segni che componevano le parole con meticolosa attenzione,seria seria.
Prima imparerò a scrivere e prima potrò leggere,pensava la mia testolina.
Ero stufa di sfogliare quei libriccini da bambini con solo le figure e al massimo qualche scritta a carattere cubitali.
Volevo leggere i libri che vedevo girare per casa,scritti fitti fitti e anche quei libriccini rosa che vedevo passarsi furtivamente tra mia nonna e mia zia.
Ho scoperto poi che erano Harmony…il massimo della cultura.
Comunque desideravo più di ogni cosa riuscire a leggere anche quelle parole difficili,con un sacco di lettere una dopo l’altra.
E così ho passato quell’estate a scrivere il mio nome,lettera dopo lettera e pagina dopo pagina.
Finchè non ho imparato a scrivere nel verso giusto.
Però avevo un segreto.
Tenevo un altro quaderno e quando mia madre non vedeva o pensava disegnassi,io scrivevo all’impazzata.
All’incontrario.
La mano correva fluida sulla pagina e io faticavo la metà di quando mi imponevo di scrivere nel verso giusto.
Se ci ripenso,mi viene in mente un certo caratterino ribelle che faceva capolino già all’epoca.
All’epoca in cui ero solo una bimbetta piena di sogni.
Quando le fragole avevano un altro sapore e mi bastava una scatola vecchia per essere felice.
All’epoca in cui ero solo un bozzolo che sognava di diventare farfalla.





















APERI-FETA : feta e olive sott’olio


ingredienti :

200 gr di feta greca
100 gr di olive nere
100 ml di olio di oliva
rosmarino fresco
origano fresco
timo fresco
1 punta di peperoncino frantumato
pepe in grani



Asciugate perfettamente la feta con della carta da cucina,tamponatela più volte fino a quando la carta rimarrà asciutta.
Eseguite lo stesso procedimento per le olive.
Lavate le erbe aromatiche e asciugatele bene.
Iniziate a tagliare la feta in cubetti di uguale misura e mettete da parte.
Ora prendete il vostro vasetto,che avrete precedentemente sterilizzato,e riempitelo a strati.
Alternate qualche cubetto di feta a qualche oliva e una parte di erbe aromatiche.
Spolverate con poco peperoncino e unite un paio di grani di pepe.
Cercate di lasciare pochissimo spazio vuoto e premete leggermente gli ingredienti per farli aderire bene al fondo.
Continuate fino a colmare completamente il vostro vasetto.
Ora aggiungete l’olio poco per volta,aspettate che riempia bene i vuoti d’aria e assicuratevi che copra perfettamente gli ingredienti.
Riponete in luogo fresco e asciutto e se ce la fate,aspettate almeno due settimane prima di assaggiare.

































































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2 Comments

  • Reply Mirtillo E Lampone 25 luglio 2014 at 15:42

    …che poi io la vedo questa bella farfalla…la vedo anche se non la conosco, tra le righe dei post, di questo post, tra le lettere scritte al contrario e immersa in quell'olio bello giallo del tuo aperitivo. Anche a me piaceva scrivere e leggere, anche io non avevo la tv. Giocavo con mia sorella, scrivevo e disegnavo sognando principi azzurri e scarpette da ballerina. Ma tu eri una Leonardo da Vinci con le lentiggini insomma 🙂
    Ti abbraccio bellezza mia…

    • Reply latagliatellanuda 27 luglio 2014 at 20:16

      Tesoro ho sempre desiderato una sorella con cui poter condividere i giochi di bambina e poi i segreti da adulta…
      Penso che per noi sia stata una fortuna non avere la tv e crescere leggendo e scrivendo tanto…soprattutto sognando!
      Chissà che un giorno non possiamo godercelo insieme un bell'aperitivo..fatto di chiacchiere e sogni e dolci ricordi.
      Ti abbraccio forte! <3

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