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QUELLE TORRIDE ESTATI

17 luglio 2014

Quando ero piccola,con l’arrivo delle calde giornate estive,mia madre soleva portarmi a casa dei nonni.
Il sabato mattina svegliava me e mio fratello molto presto,ci aiutava a preparare i nostri zainetti e tutti e tre insieme salivamo sulla piccola utilitaria rossa.
Mia madre azionava il mangiacassette portatile e poi si metteva alla guida,canticchiando canzonette che parlavano d’amore.
A mio fratello più grande era possibile stare seduto davanti,nel sedile del passeggero,e così io mi accoccolavo sui sedili dietro tutti per me.
Ogni due per tre me ne uscivo con un “Siamo arrivati?”
e ogni due per tre mia madre mi rispondeva che no,non eravamo ancora arrivati.
Scrutavo il paesaggio che passava veloce fuori dal finestrino,campi a non finire.
Tutte le gradazioni del verde che la mia piccola testolina conosceva scorrevano davanti a me.
C’erano il ponte,il vecchio cimitero e la scuola.
L’ospedalino e il bar.
Ma il segnale era la casetta bianca sulla destra.
Quando con la macchina ci passavamo davanti,imboccavamo la curva e sapevo che eravamo arrivati.
Questa volta per davvero.
La nonna mi abbracciava forte e il nonno mi pizzicava le guance.
Io,come entravo in casa,aprivo il primo cassetto della credenza e ogni volta sgranavo gli occhi.
C’erano ogni sorta di dolciumi,soprattutto le gomme alla fragola.
Le mie preferite.
Nonna mi aiutava ad indossare il costumino e poi via di nuovo in macchina.
Direzione lago.
A me piaceva solo per il fatto che poi nonno mi avrebbe comperato il gelato.
Avevo il terrore di fare il bagno nel lago,con il fondo dissestato sotto i miei piedi non mi sentivo sicura.
E poi i ragazzi più grandi dicevano che in mezzo al lago,nel punto più profondo,si trovava un enorme mostro marino.
Mangiava i bambini dicevano.
E’ per questo che andare al lago a me non è mai piaciuto.
Non vedevo l’ora di tornare a casa dei nonni.
Adoravo le calde pre-serate estive in loro compagnia.
Nonno innaffiava l’orto e portava per cena cetrioli e succosi pomodori rossi.
Nonna tagliava il pane fatto in casa e posizionava sul tagliere un’intonsa forma di formaggio stagionato.
Ne posso ancora sentire il profumo.
Le verdure fresche portavano sollievo nella calura estiva.
E una cena frugale si trasformava per me in una cena luculliana.
Fichi e formaggio,una fettina di salame e verdure in insalata.
Ancora oggi adoro cenare in questo modo,senza tanti preamboli.
Una volta finito di cenare,nonna sistemava in cucina e nonno usciva a fumare una sigaretta nel buio più totale.
Dalla finestra potevo scorgere il braciere diventare incandescente ogni volta che aspirava una boccata di fumo.
Diceva che era il momento più bello della giornata.
Stava fuori nella calda sera estiva,il silenzio interrotto solamente dal frinire delle cicale.
Lì,nella solitudine più assoluta,poteva pensare.
Poteva trovare pace e sollievo.
Ricordo che nonna non approvava il fatto che lui fumasse.
Scuoteva sempre la testa quando,dopo cena,nonno apriva il portasigarette.
Oramai ci aveva fatto l’abitudine,anche se lo rimbrottava ogni sera.
Forse anche a quello ci aveva fatto l’abitudine.
Quando aveva finito di riordinare si sedeva alla toeletta,scioglieva lo chignon che imprigionava i lunghi candidi capelli e scuoteva la testa.
Toglieva i semplici orecchini dorati,gli unici che le ho mai visto indossare e con gesti leggeri iniziava a spazzolarsi i capelli. 
Quando erano lisci e morbidi,smetteva.
Io la guardavo ammirata e a volte lei mi permetteva di pettinarla.
Potevo farle una treccia,prima di andare a dormire.
Poi andavamo a sederci fuori,sui gradini di pietra.
Proprio vicino al nonno.
Un gatto miagolava e una lucciola probabilmente ubriaca vagava senza meta.
L’aria profumava di buono e io mi sentivo proprio bene.



GAZPACHO A KM 0


ingredienti :


2 cetrioli (per me quelli del mio orto)
1/2 cipollotto
100 ml di olio evo
2 cucchiai di yogurt magro non dolce 
1 cucchiaino di aceto di mele
sale
pepe




Lavate e mondate i cetrioli.
Lasciate la buccia ad uno dei due e privatene l’altro.
Tagliate i cetrioli grossolanamente e inserite nel bicchiere di un frullatore ad immersione.
Tritate anche il cipollotto e unitelo ai cetrioli.
Aggiungete lo yogurt e amalgamate bene.
Unite l’olio a filo,poi l’aceto.
Azionate ancora il robot per qualche secondo. 
Aggiustate di sale e pepe e raffreddate con un paio di cubetti di ghiaccio.
Riponete al fresco se non servite subito.
E’ un ottimo e veloce rimedio anti calura.










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6 Comments

  • Reply Chiara Setti 18 luglio 2014 at 5:49

    Anch'io sono stata terrorizzata dal mostro del lago!!! Leggere questo tuo ricordo mi ha fatto sorridere, perché queste sono le cose belle da custodire…piccoli ricordi carichi di affetto per le persone a noi più care….
    Buono il tuo gazpacho, decisamente adatto a questo caldo! Un abbraccio

    • Reply latagliatellanuda 24 luglio 2014 at 8:11

      Chiara magari si trattava anche dello stesso lago..eh eh!!
      Io comunque ho il terrore di perdere i ricordi della mia infanzia,forse è per questo che ne scrivo tanto!
      Un bacio!

  • Reply Alessia Mirabella 23 luglio 2014 at 9:04

    Ciao Elisa, ti seguo con piacere, sei molto simpatica e originale. A presto!! Un bacione! Ale

  • Reply latagliatellanuda 24 luglio 2014 at 8:11

    Grazie mille Alessia,ti mando un abbraccio!!

  • Reply Latte & Menta 20 settembre 2014 at 16:21

    Non l'ho mai assaggiato, ma questa ricetta è molto invitante!!! Un abbraccio

    • Reply latagliatellanuda 22 settembre 2014 at 9:32

      Visto che il caldo tiene…si può preparare ancora,è molto rinfrescante!!
      Un bacione!

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